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Società Internazionale di Parkinson e Disturbi del Movimento

        VOLUME 29, NUMERO 4 • DICEMBRE 2025. 

L'atrofia nell'atrofia multisistemica è correlata ai processi mitocondriali e oligodendrocitici


Ricevere il Junior Award al Congresso MDS 2025 è un onore incredibile e sono profondamente grato per questo riconoscimento. Come neuroradiologo con un forte interesse per la neuroimmagine delle sindromi parkinsoniane atipiche, il mio obiettivo è sempre stato quello di utilizzare l'imaging non solo come strumento diagnostico, ma come una finestra sui processi biologici che guidano questi complessi disturbi. Questo premio sottolinea l'importanza di questo lavoro e il potenziale dell'imaging avanzato per contribuire in modo significativo alla nostra comprensione della neurodegenerazione. 

Mi sono formato in neuroradiologia presso l'Ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, per poi conseguire un master di ricerca in imaging biomedico. Il mio interesse per i meccanismi alla base dei disturbi parkinsoniani mi ha portato a conseguire un dottorato di ricerca incentrato sull'utilizzo della risonanza magnetica multimodale e dell'apprendimento automatico per migliorare la diagnosi differenziale precoce e chiarire la fisiopatologia specifica di ciascuna malattia. Sto ampliando ulteriormente questo lavoro nell'ambito della mia borsa di studio post-dottorato presso il Dipartimento di Neurologia della McGill University di Montreal. I miei lavori recenti attingono sia al mio background clinico che a quello di ricerca, sottolineando come l'imaging possa collegare le osservazioni cliniche con i processi molecolari che si verificano in profondità nel cervello. 

Nello studio premiato, intitolato "L'atrofia nell'atrofia multisistemica è correlata ai processi mitocondriali e oligodendrocitici", abbiamo mirato a comprendere meglio le basi biologiche dell'atrofia cerebrale nell'atrofia multisistemica (MSA). Sebbene l'MSA sia una ben nota α-sinucleinopatia che colpisce principalmente gli oligodendrociti, la sua fisiopatologia rimane incompleta. La neuroimmagine offre un'opportunità unica per esplorare questi meccanismi in modo non invasivo. 

La nostra coorte includeva 65 pazienti con MSA e 181 controlli sani. Abbiamo inizialmente mappato il pattern di atrofia cerebrale utilizzando la risonanza magnetica strutturale, che ha mostrato il previsto coinvolgimento del cervelletto, del ponte e dei gangli della base, in particolare del putamen. Ciò che rende innovativo questo studio è il modo in cui abbiamo collegato questi cambiamenti strutturali ai pathway molecolari sottostanti, integrando i dati della risonanza magnetica con le informazioni trascrittomiche dell'Allen Human Brain Atlas, un'ampia risorsa di espressione genica derivata da cervelli sani post-mortem. Utilizzando la regressione parziale dei minimi quadrati, abbiamo identificato componenti di espressione genica allineate con il pattern di atrofia specifico per MSA. L'analisi di arricchimento del set genico ha rivelato che le regioni atrofiche mostravano una sovraespressione di geni correlati alla funzione mitocondriale e ai processi oligodendrocitari, due pathway centrali nella patologia MSA. Fondamentalmente, quando abbiamo ripetuto l'analisi in una coorte di pazienti con PD, l'arricchimento genico mitocondriale è apparso solo nella MSA, supportandone la specificità di malattia. Abbiamo ulteriormente integrato questo approccio con mappe di densità recettoriale PET derivate da ampi set di dati pubblicamente disponibili. Correlando le distribuzioni recettoriali con i pattern di atrofia correlati all'MSA, abbiamo esaminato come i sistemi di neurotrasmettitori e recettori cellulari possano essere alterati o vulnerabili nelle regioni colpite dalla malattia. Questo approccio combinato di imaging e molecolare evidenzia come la risonanza magnetica di routine, se abbinata a set di dati molecolari normativi, possa fornire informazioni biologicamente significative. 

Una delle implicazioni più importanti di questo lavoro è che rafforza la validità biologica dei marcatori basati sulla risonanza magnetica. Dimostrare che i cambiamenti strutturali corrispondono ad anomalie mitocondriali e oligodendrocitarie sottostanti ci avvicina allo sviluppo di biomarcatori di imaging che non solo rilevano la malattia, ma ne monitorano anche la progressione o la risposta terapeutica. 

Guardando al futuro, ho intenzione di espandere questa linea di ricerca. Attualmente mi sto concentrando sulla risonanza magnetica ad altissimo campo a 7 Tesla, che offre un'eccezionale risoluzione spaziale e potrebbe consentirci di rilevare alterazioni microscopiche precedentemente irraggiungibili. Un'altra direzione promettente è l'imaging del midollo spinale, un'area poco esplorata ma fondamentale nei disturbi parkinsoniani. Molta enfasi è stata posta sul cervello, ma importanti processi patologici si verificano anche a livello spinale e l'imaging avanzato potrebbe contribuire a individuarli. 

Ricevere il premio Junior Award è un privilegio e uno stimolo a continuare a perseguire questo lavoro. Spero che questi sforzi contribuiscano a migliorare la diagnosi precoce, a perfezionare i biomarcatori e, in definitiva, ad approfondire la nostra comprensione dell'MSA e dei disturbi correlati. 

Sarà possibile visionare le registrazioni delle sessioni plenarie del 2025, comprese le lezioni del Junior Award, fino al 30 aprile 2025. 

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